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10 anni di Giro: 2009 - Il Centenario è dello Zar Denis

02.05.2014 08:00 di Luca Capuano  articolo letto 2250 volte

Oggi parliamo dell'edizione 2009 della corsa rosa, l'edizione del Centenario. Cent'anni (e novantadue edizioni) dopo Luigi Ganna fu un russo, Denis Menchov, a conquistare il Giro, dopo un lungo ed estenuante testa a testa con Danilo Di Luca vissuto sul filo dei secondi.

Partenza dalle Dolomiti

Il Giro del Centenario celebrò alla grande le bellezze paesaggistiche della penisola, fin dal prologo a squadre del Lido di Venezia. Lungo i 20km della cronometro si imposero i ragazzi della Columbia, con il loro velocista Mark Cavendish a tagliare il traguardo per primo, prendendosi così la maglia rosa. Secondi i Garmin, poi gli Astana di Lance Armstrong, al debutto al Giro e al ritorno dopo tre anni di inattività. Subito due volate seguirono il prologo, e entrambe furono vinte da Alessandro Petacchi, prima a Trieste su Cavendish, poi a Valdobbiadene su Farrar, nella tappa in cui lo spezzino andò in rosa, anche grazie al ritardo accumulato da Cavendish all'arrivo.
Diversamente dalle abitudini, il Giro affrontò già alla quarta tappa il primo arrivo in salita, a San Martino di Castrozza: in una volata ristretta ebbe la meglio Danilo Di Luca su Garzelli, con lo svedese Thomas Lovkvist che conquistò, anche grazie al prologo, la maglia rosa. Leadership che però per il gioco degli abbuoni lo svedese perse il giorno dopo, nel secondo arrivo in salita dolomitico all'Alpe di Siusi, in una tappa che prevedeva anche il Rolle. In una volata che vedeva Di Luca favorito vinse il russo Denis Menchov, con l'abruzzese secondo e in rosa, e Lovkvist terzo di tappa. Di Luca restò in maglia rosa anche nelle tappe seguenti, dopo la fuga vincente di Michele Scarponi a Mayrhofen, in Austria, e la vittoria, sempre in fuga, del norvegese Edvald Boasson Hagen a Chiavenna.

Di Luca l'uomo da battere?

L'ottava tappa prevedeva l'arrivo a Bergamo, dopo la scalata del Culmine di San Pietro e del Colle del Gallo. Vittoria per Kanstantin Siutsov della Columbia (al terzo successo collettivo) dopo un attacco nel finale, e maglia ancora a Di Luca. Nella discesa del Culmine di San Pietro brutta caduta per Pedro Horrillo della Rabobank, che subì diverse fratture e traumi. Dopo Bergamo tappa a Milano, denominata Milano Show 100, per celebrare la città e il suo rapporto col Giro. Successo in volata per Mark Cavendish (quarto centro Columbia) e maglia ancora sulle spalle di Di Luca. Nel ricordo di Coppi la decima tappa, la Cuneo-Pinerolo che per problemi logistici non ricalcò però il percorso del 1949. Dopo il Moncenisio, il Sestriere (Cima Coppi) e il Prà Martino, si impose in solitaria Danilo Di Luca che rafforzò così la maglia rosa. Inutile ma apprezabile l'azione da lontano di Stefano Garzelli.

Spunta Denis Menchov

Dopo la volata di Arenzano, vinta ancora da Cavendish, ci fu la crono lunghissima (60km) delle Cinque Terre, con arrivo a Riomaggiore, e con un tracciato nervoso, con salite e discese disseminate ovunque. Alla fine a spuntarla fu il russo Denis Menchov, al secondo successo di tappa, che conquistò la maglia rosa spodestando Di Luca. Ancora volata poi a Firenze, nel Parco delle Cascine, e ancora successo di Cavendish. Poi due fughe vincenti: l'australiano Simon Gerrans si impose sullo strappo del
Santuario della Madonna di San Luca, sopra Bologna, mentre Leonardo Bertagnolli si impose a Faenza, in una tappa ricca di saliscendi e resa misteriosa dalla Cervèlo che prima bloccò il suo atleta Serge Pauwels, quando era davanti a tutti, per aiutare Sastre, e poi annullò l'ordine quando ormai la tappa era persa per lo sfortunato belga che giunse secondo all'arrivo.

Duello finale 

Tornarono poi le montagne in quella che fu la tappa più dura. Da Pergola a Monte Petrano, 4800m di dislivello, salite del Monte delle Cesane, del Monte Nerone, del Monte Catria e infine del Petrano. Fuga del mattino con Cunego e Popovych, poi ripresi sull'erta finale, e successo dello spagnolo Carlos Sastre, con Menchov che battè in volata Di Luca guadagnando qualcosa con gli abbuoni. Ancora arrivo in quota nell'atipica tapap del BlockHaus. Solo 83km, in una tappa accorciata di 5km per l'impossibilità di arrivare in cima alla Majella. Vittoria per il Delfino di Bibione Franco Pellizotti e secondo posto per Garzelli, che battè Di Luca e venne fischiato dagli abruzzesi, reo di aver rubato abbuoni al loro idolo, che comunque si portava a 26 secondi dal russo. Poi a Benevento dopo una fuga ci fu il bis di Scarponi, seguito dall'ultimo arrivo in quota, al Vesuvio. Tappa mossa, ma che prima del Vesuvio non presenta salite particolarmente dure. Sulla salita finale dopo i tentativi di Basso e Garzelli, l'allungo buono è quello di Sastre che stacca tutti e si prende la sua seconda tappa. Seguono lo spagnolo Pellizotti e Di Luca che accorcià ulteriormente su Menchov. Prima della crono finale ci fu gloria per Philippe Gilbert che sullo strappo di Anagni sconfisse Voeckler. Menchov consolidò la rosa dopo aver beffato in un traguardo volante il treno LPR di Di Luca. Venti secondi separavano i due e tutto si sarebbe deciso nella crono di 14km a Roma. Percorso stupendo: passaggi a Piazza del Popolo, ai Fori Imperiali e arrivò davanti al Colosseo. La vittoria, per un solo secondo, andò alla sorpresa Ignatas Konovalovas su Wiggins. Menchov cadde all'ultimo km, ma nonostante tutto vinse un Giro combattutissimo, allungando in classifica su Di Luca. Purtroppo l'ambiente venne scosso non molto dopo dalla notizia della positività dell'abruzzese: il secondo posto gli velle levato, e fu attribuito a Pellizotti, con Sastre terzo e Basso quarto. La maglia ciclamino, vinta da Di Luca, passò a Menchov, a Garzelli (e stavolta non per mezzo della squalifica dell'atleta LPR) la maglia verde, infine il belga Kevin Seeldraeyers la maglia bianca dopo un bel duello con Masciarelli.

 

Classifica finale:
1 Denis Menchov (Rus) Rabobank in 86.03.11
2 Carlos Sastre (Esp) Cervèlo) a 3.46
3 Ivan Basso (Ita) Liquigas a 3.59
4 Levi Leipheimer (Usa) Astana a 5.28
5 Stefano Garzelli (Ita) Acqua&Sapone a 8.43
6 Michael Rogers (Aus) Team Columbia a 10.01
7 Marzio Bruseghin (Ita) Lampre a 11.28
8 David Arroyo (Esp) Caisse d'Epargne a 12.50
9 Jose Rodolfo Serpa (Col) Diquigiovanni-Androni a 16.11
10 Kevin Seeldraeyers (Bel) Quick Step a 16.15
11 Yaroslav Popovych (Ukr) Astana a 16.15
12 Kanstantin Siutsov (Blr) Team Columbia a 19.10
13 Francesco Masciarelli (Ita) Acqua&Sapone st
14 Janez Brjkovic (Slv) Astana a 28.07
15 Damiano Cunego (Ita) Lampre a 28.39

Danilo Di Luca (2°), Franco Pellizotti (3°), Tadej Valjavec (9°) e Lance Armstrong (12°) sono stati rimossi dalle classifiche in seguito al loro coinvolgimento in questioni legate l'utilizzo di sostanze dopanti

Classifica a punti:
1 Denis Menchov (Rus) Rabobank 138pts
2 Stefano Garzelli (Ita) Acqua&Sapone 126
3 Alessandro Petacchi (Ita) LPR 104

Classifica degli scalatori:
1 Stefano Garzelli (Ita) Acqua&Sapone 61pts
2 Denis Menchov (Rus) Rabobank 41
3 Andriy Grivko (Ukr) ISD 40

Classifica dei giovani:
1 Kevin Seeldraeyers (Bel) Quick Step in 86.19.26
2 Francesco Masciarelli (Ita) Acqua&Sapone a 2.55
3 Francis De Greef (Bel) Silence-Lotto a 17.03

Classifica squadre a tempo:
1 Astana in 257.48.40
2 Team Columbia a 24.15
3 Diquigiovanni-Androni a 27.17

Classifica squadre a punti:
1 Team Columbia 372pts
2 LPR 302
3 Liquigas 294


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