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GIRO 2014
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10 anni di Giro: 2006 - Basso il cannibale

29.04.2014 08:00 di Luca Pellegrini  articolo letto 4490 volte

Proseguiamo il nostro viaggio lungo la storia del Giro d'Italia degli ultimi 10 anni. Oggi parleremo dell'edizione numero 89, disputatasi nel 2006. Fu definita come l'edizione più dura degli ultimi tempi, con una terza settimana che non lasciava un attimo di respiro. A trionfare fu Ivan Basso capace di dominare la corsa fin dal primo arrivo in salita e di infliggere agli avversari distacchi d'altri tempi.

La partenza sprint di Savoldelli e la resa di Petacchi

Il Giro quell'anno partì dal Belgio in memoria dei minatori italiani morti nella strage di Marcinelle avvenuta nel 1956. I favoriti al via erano cinque: Paolo Savoldelli, Danilo Di Luca, Damiano Cunego, Ivan Basso e il solito Gilberto Simoni. Il prologo di Seraign, vide la grande vittoria, un po' a sorpresa, di Paolo Savoldelli, che disputò una crono di altissimo livello, dando diversi secondi a tutti gli altri avversari. Il giorno dopo, nella tappa con arrivo a Marcinelle, ci fu la vittoria in volata di Robbie McEwen che riuscì a battere il grande favorito Alessandro Petacchi. Proprio il velcista spezzino, nella tappa con arrivo a Namur, si rese protagonista di una giornata sfortunata, con una caduta che lo costrinse al ritiro dalla corsa. Quel giorno a vincere fu il tedesco Stephan Schumacher, sull'arrivo in leggera salita. Ci furono scaramucce anche tra i big, con Savoldelli che andò a guadagnare altri secondi sui diretti rivali. L'ultima tappa in terra fiamminga, vide il secondo successo di Robbie McEwen.

Rientro in Italia e primo affondo di Basso

Il giorno del rientro in Italia, i corridori dovettero affrontare una cronosquadre, che mancava al Giro da diversi anni. A vincere fu la Csc di Ivan Basso che riuscì a battere, seppur per un solo secondo, la T-Mobile di Jan Ullrich. La maglia rosa finì sulle spalle di Sergei Honchar. La sesta tappa, vide il terzo successo di Robbie McEwen, mentre la settima, con arrivo a Saltara, vide protagonista Rik Verbrugghe, che andò a coronare una lunghissima fuga. Quel giorno si affrontavano le prime salite interessante e ancora una volta fu Savoldelli ad attaccare staccando, anche se di poco, i suoi rivali. Il bergamasco sembrava davvero in grande forma, ma il giorno dell'arrivo in salita a Passo Lanciano, a trionfare fu Ivan Basso che staccò tutti i suoi avversari e andò a conquistare tappa e maglia rosa. Quel giorno chi pagò dazio, fu il tanto atteso Danilo Di Luca e lo stesso Paolo Savoldelli, che iniziava ad accusare problemi respiratori a causa dell'allergia.

Una cronometro devastante

La nona tappa, vide il successo a sorpresa del lituano Tomas Vaitkus, mentre nella decima, con arrivo a Peschici, ci fu la vittoria di Franco Pellizotti al termine di una lunga fuga. I primi verdetti importanti del Giro d'Italia, arrivarono nell'undicesima tappa, una cronometro di 50 km sulle strade toscane della zona di Pisa. A vincere fu il tedesco Jan Ullrich (fuori classifica), ma il vincitore morale fu Ivan Basso, che diede distacchi abissali ai suoi diretti avversari, incrementando notevolmente il suo vantaggio in classifica generale. Gli unici due a limitare i danni furono Paolo Savoldelli ed il sorprendente Josè Enrique Gutierrez. Molti minuti furono invece persi da Gilberto Simoni, Danilo Di Luca e Damiano Cunego.

Basso padrone

La dodicesima tappa, con arrivo a Sestri Levante, fu vinta dallo spagnolo Joan Horrach. La tredicesima tappa, con arrivo a La Thuile e con il San Carlo da scalare nel finale, fu vinta da Leonardo Piepoli, con Ivan Basso che diede un altro scossone alla classifica generale, staccando tutti i suoi avversari. Dopo due tappe di relativo riposo, vinte la prima da Luis Felipe Laverde e la seconda da Paolo Bettini, si entrò nella terribile settimana finale del Giro d'Italia. Ad aprire le tappe fu il Monte Bondone nella 13esima tappa. Anche quel giorno Ivan Basso si rese protagonista di una splendida impresa, staccando tutti e andando a trionfare tutto solo con la maglia rosa. L'unico che cercava di resistergli era GIlberto Simoni, mentre gli altri andavano alla deriva. Il giorno dopo si doveva arrivare alla stazione sciistica di Plan de Corones, ma a causa della pioggia la tappa fu accorciata e terminò in cima al Passo Furcia. A vincere fu di nuovo Leonardo Piepoli e, per l'ennesima volta, Ivan Basso staccò tutti i suoi rivali. Il varesino sembrava davvero di un altro pianeta.

La rabbia di Simoni e il trionfo di Basso

La diciottesima tappa, diede un attimo di respiro ai corridori, prima delle ultime due, terribili tappe. A vincere fu, per la seconda volta, Stefan Schumacher. La diciannovesima tappa, prevedeva l'arrivo in cima al Passo San Pellegrino. Quel giorno arrivò una fuga da lontano e a vincere fu lo spagnolo Juan Manuel Garate. Da ricordare la sportività di Jens Voigt che, rimasto a ruota tutto il giorno per ordini di scuderia, lasciò la vittoria a Garate. Dietro, neanche a dirlo, Ivan Basso staccò tutti i suoi rivali. Quel giorno però Gilberto Simoni riuscì, per la prima volta dall'inizio del Giro, a tenergli la ruota, e anche Damiano Cunego diede segnali di ripresa. Alla vigilia della penultima tappa, con arrivo ad Aprica e con il Mortirolo da scalare, il Giro sembrava chiuso definitivamente, con il solo Gutierrez Cataluna ad essere in grado di tenere il distacco sotto ai dieci minuti. Quella tappa fu vinta ancora una volta da Ivan Basso, che giunse al traguardo tutto solo, innalzando la foto del figlio Santiago, nato il giorno prima. Quella vittoria però scatenò la furia di Gilberto Simoni, che, dopo essere rimasto con lui sul Mortirolo, affermò che Basso gli avrebbe chiesto di aspettarlo lungo la discesa. Questa storia scatenò una polemica triste, per un Giro così bello. L'ultima tappa, con il classico arrivo a Milano, fu vinta dal tedesco Robert Forster.
Si concluse così una delle edizioni più dure del Giro d'Italia degli ultimi anni, che incoronò Ivan Basso come autentico dominatore. Il corridore varesino in quei giorni sognava anche di vincere il Tour, ma l'Operacion Puerto pose fine ai suoi sogni.

Tappa per tappa
1a tappa: Seraing (B) - Seraing (CRI) Vincitore: Paolo Savoldelli Maglia Rosa: Paolo Savoldelli
2a tappa: Mons - Charleroi Vincitore: Robbie McEwen Maglia Rosa: Paolo Savoldelli
3a tappa: Perez - Namur Vincitore: Stefan Schumacher Maglia Rosa: Stefan Schumacher
4a tappa: Wanze - Hotton Vincitore: Robbie McEwen Maglia Rosa: Stefan Schumacher
5a tappa: Piacenza - Cremona (CRS) Vincitore: Team CSC Maglia Rosa: Sergei Honchar
6a tappa: Busseto - Forlì Vincitore: Robbie McEwen Maglia Rosa: Olaf Pollack
7a tappa: Cesena - Saltara Vincitore: Rik Verbrugghe Maglia Rosa: Sergei Honchar
8a tappa: Civitanova Marche - Passo Lanciano Vincitore: Ivan Basso Maglia Rosa: Ivan Basso
9a tappa: Francavilla al Mare - Termoli Vincitore: Tomas Vaitkus Maglia Rosa: Ivan Basso
10a tappa: Termoli - Peschici Vincitore: Franco Pellizotti Maglia Rosa: Ivan Basso
11a tappa: Pontedera - Pontedera (CRI) Vincitore: Jan Ullrich Maglia Rosa: Ivan Basso
12a tappa: Livorno - Sestri Levante Vincitore: Joan Horrach Maglia Rosa: Ivan Basso
13a tappa: Alessandria - La Thuile Vincitore: Leonardo Piepoli Maglia Rosa: Ivan Basso
14a tappa: Aosta - Domodossola Vincitore: Luis Felipe Laverde Maglia Rosa: Ivan Basso
15a tappa: Mergozzo - Brescia Vincitore: Paolo Bettini Maglia Rosa: Ivan Basso
16a tappa: Rovato - Monte Bondone Vincitore: Ivan Basso Maglia Rosa: Ivan Basso
17a tappa: Termeno sulla Strada del Vino - Passo Furcia Vincitore: Leonardo Piepoli Maglia Rosa: Ivan Basso
18a tappa: Sillian - Gemona del Friuli Vincitore: Stefan Schumacher Maglia Rosa: Ivan Basso
19a tappa: Pordenone - Passo San Pellegrino Vincitore: Juan Manuel Garate Maglia Rosa: Ivan Basso
20a tappa: Trento - Aprica Vincitore: Ivan Basso Maglia Rosa: Ivan Basso
21a tappa: Madonna del Ghisallo - Milano Vincitore: Robert Forster Maglia Rosa: Ivan Basso

Classifica finale
1. Ivan Basso (Team CSC) in 91h 33' 36"
2. Josè Enrique Gutierrez Cataluna (Phonak) a 9' 18"
3. Gilberto Simoni (Saunier Duval Prodir) a 11' 59"
4. Damiano Cunego (Lampre Caffita) a 18' 16"
5. Paolo Savoldelli (Discovery Channel) a 19' 22"
6. Sandy Casar (Francaise de Jeux) a 23' 53"
7. Juan Manuel Garate (Quick Step) a 24' 26"
8. Franco Pellizotti (Liquigas) a 25' 57"
9. Victor Hugo Pena Grisales (Phonak) a 26' 27"
10. Francisco Vila (Lampre Caffita) a 27' 34"
11. Leonardo Piepoli (Saunier Duval) a 28' 00"
12. Giampaolo Caruso (Liberty Seguros - Wurth) a 28' 17"
13. Josè Luis Rubiera Vigil (Discovery Channel) 28' 30"
14. Patrice Halgand (Credit Agricole) a 35' 15"
15. Paolo Tiralongo (Lampre Caffita) a 40' 16"

Classifica a punti
1. Paolo Bettini (Ita) Quick Step 169 p.ti
2. Ivan Basso (Ita) Team CSC 158 p.ti
3. Josè Enrique Gutierrez (Spa) Phonak 132 p.ti

Classifica scalatori
1. Juan Manuel Garate (Spa) Quick Step 64 p.ti
2. Ivan Basso (Ita) Team CSC 56
3. Fortunato Baliani (Ita) Ceramiche Panaria 52

Classifica Gran Combinata
1. Paolo Savoldelli (Ita) Discovery Channel 775 p.ti
2. Josè Enrique Gutierrez (Spa) Phonak 651
3. Ivan Basso (Ita) Team CSC 595

 

Classifica a squadre
1. Phonak (Svi) in 274h 21' 31"
2. Lampre - Fondital (Ita) a 7'36"
3. Discovery Channel (Usa) a 16' 05"


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