Classe 1989, Reinardt Janse Van Rensburg rappresenta attualmente l'Africa che avanza. Tra i corridori più vincenti di questa stagione con le sue 14 vittorie, il corridore della MTN - Qhubeka ha iniziato a vincere a marzo, conquistando la maglia di campione nazionale contro il tempo, riuscendo poi nel difficile compito di confermarsi anche nella vecchia Europa, culla del ciclismo come dimostrano le sue numerose vittorie in Francia, Belgio, Olanda e Portogallo, ottenute dimostrando inoltre una regolarità e competitività poco comuni visto che ha saputo vincere da febbraio ad agosto su terreni spesso molto diversi tra loro, divenendo così uno dei corridori più seguiti di questo 2012, tanto che per lui si parla anche di un contratto nel WorldTour per la prossima stagione.
Come è iniziato il tuo rapporto con il ciclismo?
Mio padre ha dovuto iniziare il ciclismo per hobby, per ragioni di salute. Rapidamente ci ha coinvolto anche a noi (lui e i suoi fratelli, ndr) e ho partecipato ad una piccola corsa di dieci chilometri a scuola, quando avevo dieci anni. Ma ho iniziato a praticarlo come uno sport quando avevo 13 anni, dopo aver ricevuto una bici da corsa in regalo per il precedente Natale.
Il movimento ciclistico africano sta crescendo in maniera esponenziale, cosa è cambiato in questi anni?
Penso che l'avvento dei Campionati Africani, nel 2005, ha spinto le federazioni a supportare maggiormente il ciclismo e a sviluppare talenti, come il Marocco e l'Eritrea. Ci sono anche tante personalità che con passione cercano e sviluppano talenti in Africa come Jock Boyer (Rwanda), JP van Zyl, del Centro UCI dell'Africa Continentale, e Doug Ryder (MTN-Qhubeka). Ogni anno, con la crescita dei corridori, il livello sale e le corse diventano sembre più competitive. Non è più così facile vincere in Africa!
Hai vinto corse in Africa ed in Europa, quali sono le maggiori differenze tra le due?
In Europa c'è una grande competitività e le corse sono molto più dure fisicamente. In Africa ci sono solo un piccolo gruppo di corridori forti, quindi non devi lottare così tanto per posizionarti in gruppo. Inoltre in Europa ci sono molte più curve, il che crea una corsa più intensa visto che ogni volta devi rilanciare in uscita. Senza nominare la distanza che è superiore del 150-200%.
Quale è stato il più bel momento della tua carriera?
E' una domanda abbastanza difficile. Ho già avuto così tanti bei momenti... Il primo di questi è stato battere Baden Cooke nella seconda tappa del Jayco Herald Sun, lo scorso anno, in seguito è stato diventare Campione Nazionale Sudafricano a cronometro, vincere una tappa e la generale del Tour de Bretagne, battere Lars Boom al Delta Zeeland Seaports e poi vincere due tappe e la maglia a punti del Giro del Portogallo.
Quale invece quello più brutto?
Sono stato abbastanza fortunato sinora, nessun infortunio grave od ossa rotte sinora. L'unico che mi viene in mente è stata la foratura al Campionato Africano del 2010, proprio nell'ultimo giro.
Sei terzo nel Ranking Vittorie quest'anno, davanti a due corridori come Mark Cavendish e Tom Boonen, come la vivi?
E' una sensazione fantastica, ma non posso più riprendere Greipel che ha fatto una stagione straordinaria. E' bello avere il proprio nome lassù e ha creato molto interesse nei miei confronti come corridore. E' qualcosa che mi da forti motivazioni ogni giorno per andare a caccia di altre vittorie, tuttavia so di non poter paragonare le mie vittorie con quelle di Greipel, Sagan o Boonen, che sono ovviamente di un livello superiore alle mie.
Sarai a Valkenburg, cosa ti aspetti dai Campionati del Mondo?
Parteciperò a tutte e tre le prove. Ci vado con l'intenzione di dare tutto quello ho e vedere come va. Ad ogni modo, la prendo come un'esperienza per imparare, per vedere com'è quando i migliori al mondo danno tutto quello che hanno e cosa serve per raggiungere quel livello.
Quale sarà il tuo programma dopo Valkenburg?
Dopo il Mondiale parteciperò al Duo Normand e poi solo alcune corse locali in Sudafrica. Niente più corse UCI.
Hai vinto una maglia diversa in ogni corsa a tappe alla quale hai partecipato, confermandoti un corridore completo, ma dove pensi di essere maggiormente competitivo?
Penso di aver mostrato la mia versatilità e capacità di leggere bene le situazioni di gara. Penso di poter assumere diversi ruoli in futuro, ma attualmente non sono ancora sicuro di cosa posso diventare.
Quali pensi siano dunque i tuoi punti di forza e debolezze come ciclista?
Come punti di forza l'abilità a cronometro, in volata, nelle salite esplosive e la lettura di corsa. Come punto debole le salite più lunghe.
Quale è il tuo sogno come ciclista?
Vorrei diventare il primo Campione del Mondo Africano su strada dei tempi moderni.
E nella vita in generale?
Spero di aprire la strada affinché il ciclismo africano posssa diventare una superpotenza nel ciclismo, aumentando l'esposizione e la consapevolezza di questo bellissimo sport in Sudafrica, e di poter ispirare gli altri a inseguire e raggiungere i propri sogni ed obiettivi malgrado le difficoltà.
Rimanendo sulla sfera più privata, hai qualche hobby?
Nessuno in particolare, mi piace tenermi occupato e fare qualcosa di diverso ogni volta che ne ho il tempo.
Se non fossi diventato un ciclista, cosa pensi saresti ora?
Probabilmente sarei un giocatore di rugby, mi è sempre piaciuto fare sport.
Come si svolge la tua giornata tipo?
Allenamenti al mattino, email e amministrazione nel pomeriggio. La sera solitamente trascorro del tempo con la mia ragazza, Leilani, e poi, prima di mettermi a dormire, un po' di televisione.
Come sarebbe invece la tua giornata ideale?
Una giornata nella foresta del Sudafrica: partire di prima mattina per un safari per esplorare un po' della fauna e flora sacra africana per poi rilassarmi nel pomeriggio facendo un bel South African Braai (tipico barbecue sudafricano, ndr) fino a notte fonda.
Oppure una giornata pigra e senza vento da trascorrere sulla spiaggia.
Quali sono i tuoi pregi e difetti?
Tra i difetti metterei che sono abbastanza sanguigno e ossessivo, tra i pregi sicurezza di sè, determinazione e motivazione.