Prima che iniziasse la Vuelta a España 2012 era soltanto uno dei tanti del gruppo, ma dal giorno in cui ha vinto la tappa di Estación de Valdezcaray, nella quarta frazione della corsa a tappe spagnola, la carriera di Simon Clarke è cambiata improvvisamente trasformandosi da eterna promessa a vera e propria realtà, battendo con autorità un grande corridore come Tony Martin e ottenendo così il primo successo da professionista.
Da quel momento, il ventiseienne di Melbourne, ha corso sempre all’attacco, aggiudicandosi la classifica finale di miglior scalatore di una delle Vuelta più dure della storia. Pochi, quando il solare australiano ha riconquistato la maglia a pois, nella tappa di Ferrol, conclusa al quarto posto, avrebbero scommesso in una sua vittoria finale, mentre Clarke si è difeso con le unghie, andando sistematicamente in fuga tappa dopo tappa e difendendosi dagli attacchi di scalatori molto più forti di lui. In effetti Simon Clarke non si può certo definire uno scalatore visto che le sue caratteristiche sono quelle del corridore da classiche: buono spunto veloce e discreta resistenza in salita, ma si è dimostrato un eccellente opportunista, riuscendo a leggere molto bene la corsa e scattando sempre al momento giusto.
Come già anticipato, il corridore della Orica - GreenEDGE, è originario di Melburne, in Australia, ed è nato il 18 luglio del 1986. Al contrario di molti corridori è entrato nel mondo del ciclismo già ad età avanzata: “Ho iniziato ad andare in bici a 15 anni – rivelava Clarke in un intervista a Cicloweb nel 2009 - Differentemente dalla maggior parte dei corridori, nessuno in famiglia era appassionato di ciclismo e iniziai a correre tramite la scuola. In Australia c'è grande interesse per tutti gli sport e a ogni bambino viene data la possibilità di trovare la propria dimensione e praticare lo sport più adatto a lui. È andata così, ed eccomi qui! Comunque adesso si è appassionata un po' tutta la mia famiglia, specialmente mio papà".
Come praticamente tutti i corridori australiani, inizia a muovere i suoi primi passi da ciclista nei tanti velodromi disseminati nel suo paese. Nel 2003, all’età di diciassette anni, ottiene il primo risultato di rilievo nella categoria juniores, piazzandosi terzo nel campionato nazionale nella specialità del Madison, ma è l’anno successivo che ottiene il risultato di maggiore prestigio, nei campionati del mondo di inseguimento a squadre, nei quali ottiene la medaglia d’oro. Medagliato insieme a lui anche il futuro compagno di squadra nella GreenEDGE, Matthew Goss.
Nel 2005, all’età di diciannove anni, Simon viene incluso nel progetto nazionale promosso dal Australian Institute of Sport, che gli permetterà per tre anni di partecipare alle gare U23 anche nel continente europeo. In questa realtà ha la possibilità di passare gradualmente al ciclismo su strada e, nella sua prima stagione negli U23, ottiene risultati incoraggianti: tre vittorie in eventi nazionali australiani, ma soprattutto partecipa al Giro delle Regioni in Italia, dove ottiene un terzo posto nella seconda tappa.
Il 2006, per il giovane corridore australiano è l’anno della svolta: conclude la sua carriera di pistard ottenendo la tanto inseguita vittoria nel campionato nazionale della specialità del Madison. La decisione di passare, a tempo pieno, al ciclismo su strada si rivela azzeccata, perché riesce subito ad ottenere la sua prima vittoria nella categoria U23 al di fuori del suolo nazionale: vince la tappa di San Sebastian nella Vuelta Ciclista a Navarra, battendo allo sprint l’italiano Massimiliano Maisto, all’epoca uno dei dilettanti più forti d’Italia, ma che ha poi fallito l’appuntamento con il professionismo.
Nel 2007, dopo due terzi posti nei campionati nazionali australiani su strada U23 e nella Down Under Classic, in volata, battuto da professionisti come Mark Renshaw, Simon Clarke si mette in evidenza soprattutto nelle gare del calendario italiano, ottenendo ottimi piazzamenti e dimostrando di essere un “all-rounder”, cioè un corridore che riesce a difendersi bene su tutti i terreni. Da segnalare soprattutto il secondo posto dietro Robert Kiserlovski (oggi professionista nella Astana) nel GP Palio del Recioto e il terzo posto nel GP Liberazione dietro Manuele Boaro (oggi professionista alla Saxo Bank) e Mauro Finetto (ora passato alla Mountain Bike).
L’ultima stagione nella categoria U23 di Simon Clarke è il 2008, l’anno della definitiva consacrazione del suo talento. A gennaio diventa campione nazionale australiano, poi prosegue la sua stagione in Europa, ottenendo risultati di alto livello: vince a San Vendemiano e arriva secondo sia al Trofeo Alcide de Gasperi, sia al GP Capodarco. Nella stessa stagione ottiene un’altra vittoria, nel Giro del Giappone, in volata.
Gli ottimi risultati ottenuti, soprattutto in Italia, dal giovane australiano, gli valgono, a ventitre anni, il passaggio fra i professionisti con una squadra italiana, la Amica Chips. Nel 2009 la Amica Chips, prima che fallisse, era una delle squadre italiane più promettenti e aveva nelle sue fila diversi giovani interessanti, come Robert Kiserlovski e Grega Bole (oggi con la Lampre-ISD).
“Con questa squadra mi trovo benissimo – dichiarava un entusiasta Simon Clarke a Cicloweb all’inizio della sua esperienza con la squadra italiana – È un team tutto nuovo, siamo coordinati dal direttore sportivo Giuseppe Martinelli, un nome molto famoso direi! Sono molto felice di avere lui come maestro, visto che ha guidato grandi campioni alla Mercatone Uno ed alla Saeco, come Marco Pantani e Damiano Cunego. L'organizzazione interna è ottima e gli altri corridori sono molto gentili nei miei confronti. La cosa più positiva è che, essendo gran parte dei corridori italiani, sto migliorando molto la lingua!”
Purtroppo per lui l’esperienza con la Amica Chips finirà presto, perché l’ambiziosa formazione del Belpaese fallirà ad aprile, lasciando a piedi tutti i corridori del suo organico. “Sono stato con loro per tre mesi, poi è tutto finito – rivelava l’ora corridore della Orica-GreenEdge a Pezcyclingnews nel 2010 – Non abbiamo mai partecipato a gare Pro Tour, ma abbiamo fatto gare 1.1 e HC. Ho passato la seconda metà della stagione con la ISD-Neri. Ci sono state più di venticinque persone senza lavoro quando la Amica Chips è fallita, ma ho avuto la fortuna che Luca Scinto fosse stato un professionista con la Mapei, l’azienda che sponsorizzava la squadra australiana U23, quindi mi conosceva. Erano felici di come ho corso quando ero con loro, così Scinto mi ha preso nella sua squadra”.
Nella travagliata stagione 2009, Simon Clarke ottiene una serie di piazzamenti, ma non andrà oltre ad un quarto posto in una tappa della Settimana Lombarda. Già con la maglia della ISD-Neri correrà un buon Tour of Britain che concluderà in ottava posizione. Questa prestazione in particolare convincerà la dirigenza della ISD-Neri a confermarlo anche per la stagione successiva. Nella sua seconda stagione in Italia con la maglia della ISD-Neri ha la possibilità di partecipare alla Tirreno-Adriatico e alla Milano-Sanremo, ma non è fortunato perché cade nelle fasi finali della classicissima, quando era nel gruppo dei migliori, concludendo poi in 32ª posizione, come migliore della sua squadra. Miglior risultato stagionale un terzo posto, in una volata del Tour of Qinghai Lake, in Cina, poi qualche piazzamento, nelle gare italiane, in particolare arriva quarto al GP Industria & Artigianato.
Dopo due stagioni fra i professionisti avare di risultati e senza vittorie, in aiuto del corridore australiano arriva ancora Giuseppe Martinelli, ma questa volta con un progetto ben più serio e grande della Amica Chips: l’Astana. Evidentemente il manager italiano ha la vista lunga e decide di portare il suo ex corridore nel World Tour, convinto delle sue potenzialità, specialmente nelle classiche del nord.
Martinelli ha ragione, perché nel 2011 Clarke riesce finalmente a distinguersi con prestazioni di alto livello, anche se spesso sarà costretto a lavorare per i suoi capitani. Fra i suoi piazzamenti migliori ci sono da segnalare i quinti posti nella Tre Valli Varesine e alla Coppa Agostoni. Arriva nei dieci anche in due prove World Tour: 7° alla Classica di Amburgo e 10° nel GP de Montréal.
Dopo aver dichiarato in un'intervista di avere il sogno di correre in una squadra australiana, con tutti corridori australiani, arriva puntuale, dopo solo un anno dalla sua “premonizione” il contratto con il nuovo team australiano Orica-GreenEdge, la squadra che in questa annata riuscirà a lanciarlo definitivamente nel ciclismo che conta. Alla GreenEdge, Simon Clarke ritroverà i vertici dell’Australian Institute of Sport e un ambiente rilassato e sereno per poter finalmente sbocciare fra i professionisti. Nel 2012 il corridore australiano rinuncerà, per la prima volta nella sua carriera, a partecipare alle gare australiane di gennaio per incentrare la sua preparazione in Francia, al Giro del Mediterraneo e al Tour du Haut Var, che concluderà in quinta posizione. Dopo un aprile opaco, durante il quale partecipa alle classiche delle Ardenne senza riuscire mai ad esprimersi su buoni livelli, ottiene diversi buoni piazzamenti nelle gare norvegesi: arriverà secondo sia al Rogaland GP, sia nel Tour of Norway, concluso a soli otto secondi dall’idolo di casa Boasson Hagen, che non riesce mai a staccarlo. Queste prestazioni brillanti fanno guadagnare a Simon Clarke la convocazione per il suo primo GT, la Vuelta 2012, che gli regalerà l’immensa gioia di ottenere la prima vittoria da professionistica.
Simon Clarke è un ottimo amico di Cadel Evans e con lui si allena a Varese, dove entrambi hanno una casa e vivono nella stagione agonistica. Quando non va in bicicletta, nella pausa invernale, torna nella sua Melbourne e ama giocare a golf e fare surf. È a persona semplice, sempre sorridente e animata da un grande entusiasmo per il suo lavoro. Il suo modo di correre è molto aggressivo: alla Vuelta abbiamo potuto ammirare diversi tentativi di fuga, specie nelle tappe più dure, dove ha costruito la sua non facile vittoria nella classifica della maglia a pois. Lui stesso si è definito corridore adatto alle classiche delle Ardenne, ma difficilmente avrà i gradi di capitano con corridori come Gerrans in squadra. Tuttavia, ora che è finalmente riuscito a sbloccarsi, potrebbe essere, nei prossimi anni, uno dei migliori corridori per le classiche di primavera, dato che possiede un’esplosività nelle gambe non da tutti oltre a un’ottima capacità di leggere le situazioni. La più grande aspirazione era quella di partecipare e vincere una tappa in un GT, ora che ha raggiunto questo obiettivo, non si può certo fermare…
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