Mercoledì 19 Giugno 2013
CHI ERA COSTUI?
CHI ERA COSTUI?

Chi era costui...? Tejay Van Garderen

06.08.2012 21:00 di Alessandro Caterino  articolo letto 1568 volte
© BMC Racing Team
© BMC Racing Team

Al Tour de France 2012 doveva essere il gregario di lusso di Cadel Evans, invece Tejay Van Garderen ha finito ben presto col diventare lui stesso il leader della BMC, concludendo il Tour con addosso la maglia bianca di miglior giovane e con il quinto posto finale. Nessuno si aspettava un exploit del genere da parte sua, tranne lui, che ad inizio stagione, non aveva nascosto le sue ambizioni per il 2012: vincere una corsa a tappe del World Tour e correre da protagonista un Gran Tour. TGV non è ancora riuscito ad ottenere una vittoria nel 2012, ma sicuramente ha dimostrato di poter essere uno dei grandi protagonisti dei prossimi anni nelle grandi corse a tappe.
Del resto, questo ragazzo, che ha soli ventitre anni, è un talento conclamato fin dalle categorie juniores. Nato a Tacoma (Washington) il dodici agosto del 1988, Tejay Van Garderen, è figlio di Marcel, un'olandese che a soli vent'anni è andato in California per una vacanza studio e non è più tornato in patria, grazie all'amore della sua vita, un'americana, conosciuta mentre frequentava la Montana State University. La coppia si è poi stabilità in Montana, dove Tejay ha vissuto tutta la sua giovinezza. Una infanzia serena la sua, vissuta in una realtà piccola, ma ben organizzata, anche a livello ciclistico. Grazie alla forte spinta del padre inizierà a correre sin da bambino, all'età di dieci anni: "Mio padre è stato determinante nella mia carriera - dirà il corridore della BMC in una intervista a Pezcyclingnews nel 2009 - è stato lui che mi ha comprato la prima bicicletta, mi ha spinto a partecipare alle gare organizzate e mi ha trovato i primi sponsor".
A Montana non c'erano tanti praticanti di ciclismo, così TGV ha dovuto gareggiare contro avversari più grandi e più esperti, non riuscendo subito ad ottenere risultati di grande livello, ma la sua perseveranza ha attirato l'ammirazione della comunità locale, così sono arrivati i primi sponsor e anche i primi risultati. Da sottolineare che inizialmente si afferma più come talento nel ciclo-cross piuttosto che sulla strada ed infatti, all'età di sedici anni riesce a vincere il campionato nazionale dei debuttanti, battendo Bjorn Selander (poi diventato uno dei più forti ciclo crossisti americani) e Alex Howes (oggi professionista su strada con la Garmin-Sharp).
Nello stesso anno, il sorprendente sedicenne riesce anche a vincere a Park City i campionati nazionali dei novizi sia su strada che a cronometro e a quel punto decide di dedicarsi solo più alla strada: "Ci sono molte più opportunità se si corre su strada - rivelava il talento americano sempre a Pezcyclingnews nel 2009 - soltanto una decina di ragazzi riescono a fare una buona vita da ciclo crossisti, ci sono molti più corridori che si guadagnano da vivere seriamente su strada".
Nel 2005 da juniores si conferma su alti livelli ottenendo buoni piazzamenti sempre nei campionati nazionali: secondo nella prova su strada e terzo in quella a cronometro. In seguito a questi incoraggianti risultati entra a far parte del USA Cycling National Development Program, progetto con sede a Izegem, in Belgio, il quale permette ai migliori talenti del ciclismo statunitense di misurarsi su alti livelli. In quella annata ottiene anche la sua prima vittoria nella categoria juniores al di fuori del suolo nazionale: vince una cronometro, in Olanda, nella Driedaagse van Axel, breve corsa a tappe che viveva in quell'anno la sua prima edizione, ma che oggi è diventato uno dei più importanti appuntamenti del calendario juniores internazionale.
Nel 2006 è nuovamente campione nazionale a cronometro, ma corre per lo più in Europa, nelle più importanti competizioni riservate agli juniores. Con la sua nazionale corre da protagonista il Tour du Pays de Vaud in Svizzera, concludendolo in seconda posizione, battuto soltanto dal nostro Daniele Ratto (oggi professionista nella Liquigas-Cannondale) e arriva terzo nella classifica finale del Tour del Lorraine in Francia, vinto dall'allora cronoman Marcel Kittel (oggi uno dei maggiori talenti per le volate e professionista con la Argos-Shimano). L'annata successiva è molto importante per la sua carriera, anche se non ottiene grandi risultati, perché ha la possibilità di farsi le ossa e misurarsi con i più forti corridori della sua categoria. All'età di diciotto anni avrà anche la possibilità di prendere parte al Giro di California, non arrivando però, data la sua giovane età, oltre la quarta tappa.

Il suo cognome chiaramente olandese e le raccomandazioni da parte del padre hanno permesse a Tejay di passare nella categoria U23 con il team Continental della Rabobank nel biennio 2008-2009. Una decisione, la sua, in netto contrasto con quelle prese dai suoi colleghi del Development Program, tutti accasati negli Stati Uniti, ma questa decisione si rivelerà ben presto vincente dato che diventerà uno dei punti di riferimento della Rabobank.
In questo periodo TGV vive in Olanda per otto mesi all'anno, precisamente a Alphen sul Reno, mentre i momenti di riposo li trascorre a Fort Collins, in Colorado, dove nel frattempo si era trasferito. Parlando olandese, essendo figlio di un olandese, Tejay diventa ben presto uno dei corridori più chiacchierati della stampa per la quale diventa "l'Alphener americano". Questa pressione mediatica è chiaramente mirata, dato che praticamente corre per la nazionale olandese, a farlo diventare olandese al 100%, ma lui è nato e cresciuto negli Stati Uniti e si dimostrerà fedele al suo paese d'origine, anche se una parte di lui è e resta olandese.
I primi risultati significativi nella categoria U23 li ottiene nel maggio del 2008, quando arriva secondo nella classifica finale della Route du Sud (Lussemburgo), vincendo anche una tappa in linea. Nel giugno dello stesso anno arriva secondo anche nel Circuito di Montanes in Spagna e in agosto vince il GP Tell in Svizzera, ma il risultato più prestigioso arriva al Tour de l'Avenir, con la vittoria in solitaria della nona tappa. L'Alphener americano concluderà la più importante corsa a tappe U23 in ottava posizione, con la promessa di vincerla l'anno successivo.
Il 2009 è infatti l'anno della consacrazione per lui, divenendo grande protagonista in praticamente tutte le corse tappe europee di categoria a cui prende parte: vince il Tour du Haut Anjou in Francia; arriva terzo e vince una tappa nel Olympia's Tour in Olanda; vince il Circuito di Montanes; arriva secondo al Tour des Pays de Savoie e perde per un solo secondo un Tour de l'Avenir in rimonta sul francese Romain Sicard (oggi professionista della Euskatel-Euskadi).
"Mi sarebbe piaciuto vincerlo il Tour de l'Avenir - dichiarava a VeloNews il leader della Rabobank - ma devo essere felice di aver ottenuto il secondo posto assoluto. Questa corsa era il mio grande obiettivo stagionale perché è la più importante corsa U23 del Mondo. È stata dura in questi nove giorni, ma ho avuto a disposizione una grande squadra. Quest'anno penso di aver dimostrato che, se si tratta di corse a tappe lunghe e difficili, riesco a fare molto bene. Spero di poter diventare un corridore per le grandi corse a tappe".
Dopo un'annata così sono state tante le squadre che lo hanno cercato, fra cui gran parte delle squadre americane, ma TGV decide di rimanere in Europa, non alla Rabobank, ma alla HTC-Columbia: "Non sono stati gli unici che mi hanno chiamati - confessava a Velocitynation - ma ero davvero interessato dalla HTC, perché ha nel suo organico tanti giovani talenti a cui dà una piena fiducia e un buon programma di gare".
La sua avventura fra i professionisti parte in sordina, ma ad aprile ha la prima possibilità di essere il leader e ne approfitta nel migliore dei modi: arriva secondo dietro il nostro Giovanni Visconti (oggi alla Movistar) nella classifica finale del Giro di Turchia, senza vincere nessuna tappa, ma ottenendo tanti secondi posti, mostrando una grande costanza.
Grazie a questo incoraggiante risultato la sua squadra lo convoca al Critérium del Delfinato e lui fornisce una prestazione incredibile, stordendo i suoi colleghi più anziani. A soli ventidue anni, al suo primo anno nel Pro Tour riesce a piazzarsi a solo due secondi da Alberto Contador nel prologo, arriva quarto nella crono e si difende in salita, ottenendo così il terzo posto finale, battuto soltanto da Janez Brajkovic e da Alberto Contador.
"Voglio combattere per fare una buona classifica - esordiva un determinato Van Garderen in un intervista a VeloNation a pochi giorni dalla sua prima grande corsa a tappe, la Vuelta a España - Cercherò di non perdere tempo nelle tappe di pianura e poi vedere dove posso arrivare. Non ho alcuna pressione da parte della squadra e lavorerò per Mark Cavendish, con la speranza di entrare nei primi dieci della classifica finale".
TGV, dopo una buona prima parte di Vuelta, calerà vistosamente nella terza settimana, ottenendo un comunque buono trentacinquesimo posto finale: è ancora troppo presto per lui, ma la mentalità è sicuramente quella giusta.
Nel 2011 resta nello squadrone tedesco che lo schiera soprattutto nelle corse a tappe brevi: nella prima parte di stagione ottiene un secondo posto nella Volta ao Algarve e un quinto nel Giro di California. Per preparare il Tour de France viene schierato al Giro di Svizzera, ma è soltanto undicesimo, mostrando una condizione non eccelsa. Correrà infatti un Tour anonimo, facendosi notare soltanto in un tentativo di fuga dove riuscirà ad ottenere la maglia di miglior scalatore per un solo giorno. La prima e unica vittoria stagionale arriverà nella cronometro del Tour of Utah, che concluderà in terza posizione.

Lo scioglimento della HTC, che alla fine del 2011 lascia il ciclismo, lo porta a firmare finalmente un contratto con una squadra completamente americana, la BMC del vincitore in carica del Tour de France: Cadel Evans.
"Sarò al Tour de France per aiutare Cadel Evans in alta montagna - dichiarava TGV a VeloNation in un intervista fatta a febbraio 2012 - Ho fatto soltanto due grandi giri finora, quindi è difficile per me sapere come andrò nella terza settimana. Il mio primo obiettivo quest'anno è la Parigi-Nizza e cercherò di ottenere un grande risultato. Gli altri due grandi obiettivi sono California e Colorado".
Nella Parigi-Nizza, quest'anno dominata dal Bradley Wiggins, concluderà con un buon quinto posto, comunque lontano dalle sue aspettative, meglio al Giro di California dove giunge quarto facendo una grande cronometro. Secondo dietro David Zabriskie (Garmin-Sharp) nei campionati americani a cronometro, si presenterà al Tour de France da gregario di Cadel Evans, senza grandi aspettative e con una gamba non eccezionale (quattordicesimo al Delfinato).
Nella prima salita del Tour si stacca ed esce subito dai primi dieci, ma nella cronometro di Besançon riesce ad ottenere un grande quarto posto e da quel giorno rimarrà sempre fra i primi, crescendo di condizione giorno dopo giorno e mostrando una personalità da grande leader: di fatto non aspetta mai il suo capitano Cadel Evans, al contrario di quanto dichiarava ai giornali, ma svolge bene il suo compito di leader, perché è nel suo carattere, nel suo istinto, al di là di quelle che sono le gerarchie stabilite nella squadra.
Dalla prossima stagione, la maglia bianca del Tour de France 2011 potrà probabilmente correre con i gradi di capitano, raggiungendo il suo sogno di poter essere un giorno un corridore per le grandi corse a tappe. È già un talento affermato nella gare contro il tempo, che vince sin dalla categorie juniores riuscendo anche a difendersi bene anche in salita, si tratta dunque di un vero corridore per le grandi corse a tappe, con una buona capacità di recupero. Probabilmente non è un corridore molto appariscente e non vince molto, dato che gli manca lo spunto veloce, ma è sempre presente nelle prime posizioni del gruppo. Nella sua carriera non è mai stato coinvolto in gravi cadute, dimostrandosi corridore attento e concentrato.
Nelle classiche è stato finora schierato solo nelle Ardenne, dove non è arrivato mai oltre un piazzamento nei venti, ma non pare essere un corridore adatto alle corse da un giorno, perché gli manca l'esplosività negli scatti e nelle volate.
Tejay Van Garderen è senza dubbio un corridore adatto a raccogliere la pesante eredità di Lance Armstrong, ma dovrà confermarsi nella prossima stagione e non sarà facile, soprattutto in una squadra dove corre Cadel Evans. Le speranze degli americani sono riposte in lui e sotto, sotto, anche quelle degli olandesi, dato che per molti di loro resta ed è l'americano di Alphen sul Reno.


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