Continua la nostra rubrica che fa il bilancio, tra il serio ed il faceto, della settimana appena conclusasi. I personaggi in essa inseriti, pur essendo ovviamente sempre legati al mondo del pedale, non saranno dunque inseriti esclusivamente per i loro risultati ma, col passare delle settimane, potrete trovarvi anche corridori le cui dichiarazioni possono essere state particolarmente interessanti, oppure fuori luogo, oppure che hanno fatto qualcosa per cui meritano di essere ricordato, nel bene o nel male. In fondo, chi si è distinto, non sempre è perché ha pedalato più forte...
Alexandre Vinokourov: Al Tour de France aveva mostrato una condizione sempre crescente, ma davvero in pochi - forse neanche lui - si potevano immaginare un oro olimpico per il kazako. Con la sua solita condotta di gara spregiudicata, ma nel contempo attenta e astuta, il kazako riesce ancora a stupire tutti, regalandosi un canto del cigno dalle melodie davvero soavi e brillanti. Luci ed ombre in carriera, ma ci mancherà sicuramente.
Mark Cavendish: La responsabilità della sconfitta non è più di tanto sua, ma obiettivamente a Londra il tonfo più grosso lo fa l'iridato, impossibilitato a giocarsela come sognava. Il suo grande obiettivo stagionale fallisce dunque inesorabilmente e sarà difficile avere una nuova occasione come questa; aumentano così i rimpianti per le tante occasioni sprecate nella prima metà di stagione, passata a sacrificarsi e a distribuire favori con Londra in mente.
Pierpaolo De Negri: Classe 1987, è l'ennesimo prodotto della scuola di Scinto e Citracca. Umile ma determinato, in tre anni finora aveva raccolto qualche piazzamento ma soprattutto aveva seminato tanto per i capitani. In una delle rare occasioni in cui gli è stato possibile, riesce finalmente a togliersi una bella soddisfazione, aprendosi forse anche nuovi orizzonti.
Fabian Cancellara: Tutto perfetto per l'elvetico sino a quella ormai famosa curva che lo ha tagliato fuori dalla corsa in linea e che potrebbe precludergli anche la prestazione a cronometro dove deve difendere l'oro ottenuto quattro anni fa. Un po' di sfortuna, certo, ma sbagliare una curva è raramente solo sfortuna... Forse la troppa foga, forse la mente era già altrove, ma indubbiamente per lui la caduta è stata ben maggiore di quella prettamente fisica.
Jonathan Tiernan-Locke: Non vince una corsa di grande prestigio, ma torna comunque alla ribalta dopo un inizio di stagione folgorante, quasi quanto l'oblio che ne era seguito. Si conferma dunque corridore talentuoso, piuttosto completo, dimostrando di non essere stato solamente un fuoco di paglia, capace di battere solo corridori non ancora in forma. Ha tanto da dimostrare ancora, ma la strada è quella giusta.
Acqua & Sapone: Al Matteotti era la squadra più attesa ed indubbiamente gli uomini di Palmiro Masciarelli (presidente anche del comitato organizzatore della corsa) hanno saputo essere tra i protagonisti ma il terzo posto finale lascia l'amaro in bocca. A peggiorare le cose, un battibecco palese, che sulla linea del traguardo tutti hanno visto, tra Di Luca e Betancur, segno che forse in squadra non era tutto chiaro sin dall'inizio e che, con maggiore collaborazione, si sarebbe potuto ottenere anche qualcosa di più.
Grote Prijs 1 Mei - Ereprijs Victor De Bruyne (01-05) Vincitore: Coen Vermeltfoort
Trofeo Papà Cervi Coppa 1° Maggio (01-05)
Memorial Andrzeja Trochanowskiego (01-05)&n...