Una delle immagini più belle e genuine del Tour de France 2012 è senza dubbio quella che vede Marc Madiot incitare a squarciagola con un'euforia decisamente sopra le righe il suo corridore Thibaut Pinot, lanciato verso la vittoria nella ottava tappa. Da quel giorno, il più giovane concorrente del Tour, a soli ventuno anni si è trasformato da promessa a realtà. Nelle settimane successive non ha praticamente mostrato cedimenti, sfiorando la vittoria anche nella tappa de La Toussuire, la sua salita (più avanti si capirà il perché), andando leggermente in crisi soltanto in una tappa nella terza settimana e riuscendo a conquistare, con una certa facilità, il decimo posto nella classifica finale.
Il forte scalatore, fino all’ultimo, non era sicuro di prendere parte alla Grande Boucle, perché la sua prima parte di stagione non era andata così bene, ma la sua forte motivazione ha convinto la dirigenza della FDJ - BigMat a portarlo al Tour, quando gran parte degli altri giovani sono tutti andati al Giro di Polonia, regalando così al Tour uno dei suoi grandi protagonisti.
Thibaut Pinot nasce a Lure, una cittadina dell’Alta Saona (Franca Contea), il 29/05/1990 e vive con la sua famiglia a Mélisey, piccolo comune sempre situato nell’Alta Saona. A iniziarlo al ciclismo è stato suo padre, un ex corridore dilettante: lui e suo fratello Julien hanno iniziato a correre sin dai pulcini, all’età di otto anni. Mentre suo fratello abbandonerà ben presto l’attività, Thibaut si dimostrerà sin da subito un talento precoce, fortissimo in salita e dotato di una grande capacità di recupero, tanto che viene subito indirizzato più nelle corse a tappe, piuttosto che nelle corse da un giorno.
I primi risultati significativi li ottiene nella categoria juniores fra il 2007 ed il 2008, ottenendo sei affermazioni in eventi locali, ma soprattutto riuscendo a piazzarsi nei primi dieci ai campionati juniores francesi: quarto nella prova su strada e sesto nella prova a cronometro. Questi risultati convincono la CC Etupes a metterlo sotto contratto e, nel 2009, a soli diciannove anni, approda nella categoria U23. Dopo qualche piazzamento, la prima vittoria fra gli U23 arriva nel Giro di Savoia, nella tappa della Toussuire, battendo due talenti come Yannick Eijssen e Tejay Van Garderen, entrambi ora professionisti alla BMC.
La svolta della sua carriera avviene però nel mese di agosto dello stesso anno, quando col suo team prende parte al Giro della Valle d’Aosta, corsa molto adatta alle sue caratteristiche perché da sempre caratterizzata da un percorso impegnativo. Il capitano della CC Etupes era in quell’occasione Alexandre Geniez (corridore diventato anch'esso professionista con quella che è ora la Argos-Shimano), ma una crisi di quest’ultimo consegnerà la maglia di leader al giovane Pinot che, senza vincere nessuna tappa, riuscirà ad imporsi battendo per soli trenta secondi il nostro Angelo Pagani. “Sono felice di essere il successore di corridori come Simoni e Popovych – confessava allora a cyclismag.com il talento francese – Sono giovane, ma questa corsa si addiceva particolarmente alle mie caratteristiche. Sarebbe bello tornare qui il prossimo anno e rivincerlo di nuovo”.
“A diciannove anni è troppo presto per me – affermava ancora dilettante Pinot a proposito di un eventuale passaggio fra i professionisti nel 2010 – ho ancora tante cose da imparare. La prossima stagione alla CC Etupes potrò crescere senza pressioni”. Anche se le sue intenzioni erano dunque di rimanere ancora dilettante per un'altra stagione, quando si fatta avanti la Francaise Des Jeux, offrendo un contratto a cui non poteva rinunciare, il talento di Lure ha cambiato idea, diventando così il più giovane neoprofessionista francese.
Nella sua prima stagione fra i professionisti fa tanta esperienza, partecipando al Giro di Romandia (dove conquisterà la maglia di migliore scalatore) e al Giro del Delfinato, concluso in ventesima posizione, grazie anche ad un terzo posto nella tappa più impegnativa, con conclusione a Grenoble. La FDJ protegge bene il proprio corridore, senza fargli pressioni di nessun tipo, facendolo crescere a gradi e la sua serenità emerge in un intervista fatta a inizio stagione per cyclismag.com: “La bicicletta mi ha dato tanto! Questo sport ha plasmato il mio carattere, mi ha indotto ad uno stile di vita sano e rigoroso in termini di cibo. Inoltre, ho avuto occasione di conoscere molti paesi e culture diverse: senza la bicicletta sarei rimasto senza alcun dubbio nel mio villaggio invece presto scoprirò l’Australia. Cosa posso chiedere di più alla mia vita?”
Il 2011 non sembra invece iniziare nel migliore dei modi per Thibaut, rallentato da una sinusite e dai postumi di una caduta alla Parigi - Camembert nella quale si era slogato la spalla. La prima corsa a tappe dove gli vengono assegnati i gradi di capitano è quindi il Giro di Turchia 2011, dove riesce ad ottenere un confortante terzo posto. “Questo podio ha un gran valore per me – dichiarava al riguardo sul sito ufficiale della sua squadra – perché è una gara di otto giorni e non è così semplice. Ero venuto qui con molte domande, perché la condizione non arrivava. Tutti questi dubbi sono scomparsi in Turchia: se ci fossero state più montagne credo che avrei vinto il Giro di Turchia”.
Il giovane francese scalpita, ma la sua squadra continua a farlo crescere senza fargli bruciare le tappe: correrà infatti il Giro del Delfinato, ma non il Tour de France; per lui è ancora troppo presto. Prima del Delfinato partecipò al Giro di Baviera e nel mese di agosto alla Settimana Lombarda, Tour de l'Ain ma non la Vuelta a España, inizialmente nei programmi di Pinot, poiché la sua squadra, essendo Professional Continental, non è stata invitata.
Reduce da un buon settimo posto ottenuto in Germania, Thibaut parte bene anche nel Delfinato: dopo essersi difeso bene nel prologo conclude settimo sul primo arrivo in salita, tuttavia nella seconda tappa (per velocisti) perde quasi sei minuti a causa di una caduta, ma non molla: “E' stato un errore di distrazione– rivelava a Cyclism’Actu – Sono molto arrabbiato con me stesso per aver buttato all’aria mesi di sacrifici ma nella mia testa voglio finire il Delfinato nella migliore posizione possibile”. Così nella cronometro è riuscito a limitare i danni su Wiggins e poi nei giorni successivi è rimasto spesso con i migliori. Notevole il secondo posto, solo dietro a Joaquin Rodriguez, nella tappa conclusiva della Toussuire, la sua salita, dove è riuscito a guadagnare qualche secondo sul britannico e posizionarsi al sedicesimo posto finale.
Sfruttando l’ottima gamba ottenuta in Delfinato, Thibaut correrà una seconda parte di stagione al di sopra delle aspettative, ottenendo sei vittorie nel giro di un mese: una tappa e classifica generale del Giro d’Alsazia a fine luglio; due tappe al Tour de l’Ain; ma soprattutto la prima tappa e la classifica finale della Settimana Lombarda a fine agosto, preceduta da un prestigioso terzo posto nella Tre Valli Varesine.
“La vittoria nella Settimana Lombarda è molto importante perché è una delle corse a tappe più belle in Italia – rivelava a Cyclism’Actu nel mese di settembre – Vincere all’estero non capita spesso e sono contento di esserci riuscito”.
La FDJ, grazie ad un buon 2011 (trentasei vittorie) e alla sparizione di alcune squadre importanti, riesce ad entrare a far parte del World Tour nel 2012 e per Thibaut c’è la sicurezza di poter ambire a partecipare alle gare più importanti.
Tuttavia, come è successo nella prima parte del 2011, il giovane francese non attraversa una prima parte di stagione esaltante: “Mi sono ammalato durante la Tirreno-Adriatico – confessa a Velochrono – e sono stato male fino al Giro dei Paesi Baschi. In queste condizioni è difficile fare qualcosa… I miei esami del sangue non erano buoni; ero stanco e avevo un sacco di piccoli problemi. Nel WorldTour devi essere sempre al 100% e, se non lo sei, perdi la fiducia”.
Il giovane francese concluderà poi il Giro di Romandia in undicesima posizione, dando segnali confortanti alla sua squadra, che deciderà di schierarlo prima al Giro di Baviera, poi al Giro di Svizzera. Purtroppo Pinot non farà molto in queste due corse, ma Marc Madiot deciderà di schierarlo comunque al Tour de France, confidando nel fatto che il suo corridore è sempre andato forte nei mesi estivi.
Thibaut Pinot è uno scalatore puro, con il carattere offensivo di Richard Virenque, il coraggio di Christophe Le Mevel e con lo spirito di sacrificio di Sandy Casar, come si è lui stesso definito in un intervista. Il suo idolo fin dall’infanzia è Miguel Indurain, ma adora anche Alberto Contador, per la sua esplosività in salita. Il suo punto debole è la discesa, anche se quest’anno è migliorato molto, mentre per essere uno scalatore si difende abbastanza bene a cronometro. Di solito va meglio nei mesi caldi (da giugno a settembre), mentre nei mesi freddi è spesso soggetto ai malanni.
In soli quattro anni, è passato dalle categorie junior al ciclismo professionistico, vincendo una tappa nella corsa più importante del mondo, dando da risultare, ad oggi, il più grande talento per le corse a tappe del ciclismo francese.
La sua storia è breve, ma già ricca di risultati confortanti; il suo talento in salita, il suo carattere fortemente determinato ed esigente e la sua straordinaria capacità di recupero, fanno di Pinot un corridore che già dalla prossima stagione potrà ambire ad ottenere risultati di primo piano e magari concorrere per vincere una corsa a tappe importante.
Thibaut è un corridore che piace agli appassionati di ciclismo, perché corre sempre all’attacco e si esalta sulle grandi montagne. Corridori come lui, puliti, con un modo di fare magari un po’ provinciale, sono la faccia più sincera di questo glorioso sport.
Grote Prijs 1 Mei - Ereprijs Victor De Bruyne (01-05) Vincitore: Coen Vermeltfoort
Trofeo Papà Cervi Coppa 1° Maggio (01-05)
Memorial Andrzeja Trochanowskiego (01-05)&n...