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Tour de France 2012, i ritirati
19.07.2012 12:45 di Luca Pellegrini
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Come avviene in ogni grande corsa a tappe, è difficile vedere tutti i corridori completare tutte e tre le settimane di corsa. In questo articolo inseriremo, giorno dopo giorno, i nomi degli atleti che hanno abbandonato l'edizione numero 99 del Tour de France cercando di spiegare quando possibile, anche le motivazioni che hanno portato all'abbandono del corridore. A differenza delle passate edizioni, quest'anno si è dovuto, fortunatamente, attendere la terza tappa in linea per assistere ai primi ritiri. A dover dire addio alla corsa per primo, è stato Kanstantin Sivtsov (Sky), finito a terra ad una quarantina di chilometri dal traguardo di Boulogne-sur-Mer. Il bielorusso, dopo la caduta che aveva coinvolto diversi corridori, aveva anche provato a ripartire ma quando si è accorto di non riuscire neanche a stare in piedi, ha capito che era arrivato il momento di dire addio alla corsa. Per lui frattura della tibbia. Stesso destino è toccato, pochi chilometri, anche a Josè Joaquim Rojas (Movistar). Il velocista spagnolo è stato letteralmente sbalzato fuori strada, in seguito all'ennesima caduta di massa della tappa, procurandosi una tripla frattura della clavicola. Terzo corridore ad abbandonare dopo la tappa di ieri è Maarten Tjallingii (Rabobank), anche lui caduto nella frazione di ieri. Pur essendo riuscito a tagliare il traguardo, il corridore olandese non sarà oggi al via della tappa odierna a causa di una frattura all'anca, riscontrata dopo essere trasportato in ospedale Nel corso della quarta tappa, a questi tre si aggiunge Marcel Kittel (Argos-Shimano). Sofferente da qualche giorno per una gastroenterite, il tedesco mette il piede a terra dopo circa 40 chilometri, arrendendosi ad un improvvisa infiammazione del ginocchio, che gli impedisce di pedalare correttamente. La sesta tappa verrà ricordata in futuro per la caduta che ha riscritto la classifica generale. Proprio in seguito a questa, avvenuta a 25 chilometri dal traguardo, sono stati costretti a ritirarsi dal Tour de France l'italiano Davide Viganò (Lampre - ISD), il basco Mikel Astarloza (Euskaltel Euskadi), lussazione del gomito sinistro, lo statunitense Tom Danielson (Garmin - Sharp) che chiude così un Tour sfortunato con un trauma cranico, contusioni a clavicola, anca e gomito sinistro, e l'olandese Wout Poels (Vacansoleil-DCM), venuto in Francia con ambizioni di classifica e che ora si ritrova con problemi al torace. A questi, in seguito ad alcuni accertamente in ospedale, si aggiungono Oscar Freire (Katusha) e Maarten Wynants (Rabobank), entrambi vittime di una perforazione polmonare in seguito ad una frattura di una e più costole, Amets Txurruka (Euskaltel Euskadi), fermato da una frattura della clavicola, Imanol Erviti (Movistar), contusioni ad anca e ginocchio destro, e Hubert Dupont (Ag2r La Mondiale) per lui frattura dell'estremità inferiore del radio destro e una frattura della prima vertebra lombare.
Non hanno inoltre preso il via della settima tappa, in seguito alle cadute della giornata precedente, anche il vincitore del Giro d'Italia Ryder Hesjedal (Garmin Sharp) le cui ferite gli impediscono di spingere sui pedali e Josè Ivan Gutierrez (Movistar), finito a terra in più di una circostanza nella settima tappa, che ha riportato forti traumi al ginocchio. A completare il disastro in casa Garmin ci ha pensato Robert Hunter. Anche il sudafricano infatti, a causa dei postumi della caduta, non ha preso il via della settima tappa. Dopo pochi chilometri è poi arrivata la notizia del ritiro di Anthony Delaplace (Saur Sojasun), che aveva provato a partire e a tenere duro nonostante le fratture allo scafoide e al radio sinistro ma che è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo pochi chilometri. Altri tre ritiri arrivano alla partenza della decima tappa. Per varie ragioni non sono infatti al via della prima frazione alpina Matthew Lloyd (Lampre-ISD), Tony Martin (Omega Pharma - Quick Step) e Remy di Gregorio (Cofidis). Primo di questi ad annunciare il suo ritiro, ampiamente preventivato, è il campione del mondo a cronometro: infortunatosi durante le prime tappe, il tedesco è dunque arrivato alla prima cronometro ma, conclusa quella, ha deciso di interrompere il suo Tour, nella speranza di poter accelerare il processo di guarigione in vista di Londra. Il francese è invece costretto al ritiro, non da un infortunio, ma dai suoi problemi con la giustizia: prelevato in mattinata dai gendarmi in seguito a delle indagini che durano da circa un anno, il corridore transalpino rimane in commissariato per essere interrogato, venendo poi anche sospeso dalla squadra. Nella tardo pomeriggio del giorno di riposo arriva anche la notizia del ritiro dell'australiano, fermato da un frattura al gomito che anche lui si portava appresso, seppur incosciamente, da qualche giorno. A causa della nascita della figlia, non ha preso il via dell'undicesima tappa lo svizzero Fabian Cancellara (Radioshack Nissan), primo detentore della maglia gialla in questo Tour de France. Lungo il duro percorso verso La Toussuire, hanno alzato bandiera bianca alcuni corridori acciaccati come Gustav Larrson, Rob Ruijgh e Liewue Westra (Vacansoleil DCM) e Bauke Mollema e Mark Renshaw (Rabobank), decimando di fatto le due formazioni olandesi presenti al via della Grand Bouclè. Causa una caduta, che gli costerà la frattura di una costola, arriva fuori tempo massimo Alessandro Petacchi (Lampre ISD), in compagnia del compagno di squadra Yuriy Krivstov. La dodicesima tappa ha visto il ritiro di uno dei protagonisti attesi di questo Tour de France, Robert Gesink (Rabobank) che, a causa delle numerose cadute che lo hanno visto coinvolto, non è riuscito ad esprimersi ai suoi soliti livelli, trovandosi costretto ad alzare bandiera bianca. Nel corso della tappa si è ritirato poi David Moncoutiè (Cofidis), caduto nella discesa del Grand Cucheron e, poco dopo, anche Tom Veelers (Argos Shimano), ha abbandonato la corsa. L'unico ritiro da segnalare nella tredicesima tappa è quello del giovane Tony Gallopin (Radioshack Nissan) che dopo una prima settimana da protagonista, è stato colpito dalla febbre che ne ha limitato le prestazioni costringendolo al ritiro. La quattordicesima tappa verrà ricordata più per le forature lungo la discesa del Mur de Peguere che per lo spettacolo offerto dai corridori. Proprio per colpa di una di queste forature, finisce il Tour de France di Robert Kiserlovski (Astana) che mentre era fermo a bordo strada ad attendere l'ammiraglia, si è visto travolgere da un collega, fratturandosi la clavicola. Tanti i ritiri, a corsa iniziata, nella quindicesima tappa. Verso Pau, hanno infatti deciso di abbandonare il Tour de France, Giovanni Bernadeau e Vincent Jerome (Europcar), Sylvain Chavanel (Omega Pharma Quick Step), sofferente già da qualche giorno, Brett Lancaster (Orica GreenEDGE), Yahueni Hutarovich (FDJ Big Mat) e Kenny Van Hummel (Vacansoleil DCM). Tre invece i corridori che salutano la Grande Boucle in occasione della sedicesima tappa. Il primo è chiaramente Frank Schleck (RadioShack-Nissan), non partente a causa della positività allo Xipamide annunciata la sera prima con conseguente allontanamento da parte della squadra. Gli altri due si ritirano invece in corsa: il primo, Vladimir Gusev (Katusha), cade malamente, riportando la frattura di una costola oltre ad una forte contusione alla spalla; il secondo, Grega Bole (Lampre-ISD), è costretto a rinunciare per una forte rino-faringite, che ormai gli impediva di respirare correttamente, che si è andata a sommare a una situazione di debolezza del sistema immunitario e alla persistente nevralgia del nervo sciatico. Altre notizie - Tour 2012
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