Nell’occasione della prestigiosissima vittoria ottenuta da Franco Pellizotti nella prova in linea del Campionato Italiano 2012 ripercorriamo le tappe dei suoi ultimi due anni vissuti lontano dalle corse a causa dell’intricata e discutibile vicenda legata a presunti valori anomali riscontrati nel suo passaporto biologico.
Il 3 maggio 2010, alla vigilia del Giro d’Italia che, visti i brillanti risultati ottenuti nella stagione precedente (3° posto al Giro e maglia a pois al Tour de France), lo vedeva partire tra i favoriti, il Delfino di Bibione veniva fermato dall’UCI a causa di alcune irregolarità riscontrate nei suoi valori ematici in seguito ai controlli antidoping del Tour precedente. A fine luglio il corridore veniva dunque deferito dal Tribunale Nazionale Antidoping del CONI e sanzionato con due anni di squalifica. Dopo il rinvio dell’udienza fissata inizialemente per il 14 settembre da parte del presidente del tribunale, il 21 Ottobre dello stesso anno, Pellizotti venne in seguito assolto dal TNA per insussistenza di reato sportivo.
Quando tutto sembrava risolversi per il meglio, ecco tuttavia spuntare il ricorso al TAS da parte dell’UCI, atterrita dall’idea che il protocollo tanto acclamato e che avrebbe dovuto salvare il ciclismo dal doping venisse considerato inattendibile dall’opinione pubblica a pochi mesi dall’inizio del suo percorso. Il ricorso fu accolto; l’anomalia del passaporto biologico venne riconosciuta e Franco si trovò condannato nuovamente a due anni di sospensione e ad una multa di 115.000 euro. Non solo, gli furono inoltre cancellati con una discussa formula retroattiva anche tutti i risultati ottenuti a partire dal 7 maggio 2009.
Finalmente, a distanza di oltre due anni e dopo aver vissuto momenti difficili, il ciclista friulano, tornato alle corse grazie alla fiducia accordatagli dalla Androni - Venezuela di Gianni Savio,nel maggio 2012 ha ottenuto dal destino l’occasione per dimostrare sulla strada la sua forza, la sua caparbietà e la sua lealtà sportiva e, come i solo i veri uomini sanno fare, non se la è fatta scappare, conquistando con caparbietà la maglia tricolore, la prima della sua carriera, nuovamente viva.
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