Liquigas-Cannondale, Basso: "Non sarà il mio ultimo Giro da protagonista"
28.05.2012 07:40 di Andrea Terraneo
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Concluso ieri il novantacinquesimo Giro d’Italia, per i protagonisti della Corsa Rosa è tempo di tirare i primi bilanci e sicuramente negativi saranno quelli di Ivan Basso. Il capitano della Liquigas – Cannondale, indicato alla vigilia del via di Copenaghen come il principale favorito per la conquista della maglia rosa, la terza della carriera dopo quelle del 2006 e del 2010, a Milano si è dovuto accontentare della quinta piazza, risultato comunque buono ma sicuramente al di sotto delle attese di un corridore come il varesino.
Basso non è il solo ad aver deluso. In molti come lui da questo Giro non hanno avuto i riscontri che si aspettavano - Scarponi e Kreuziger, per citare alcuni dei rivali, escono anch’essi sconfitti da queste tre settimane di corsa - ma, a differenza del varesino, per loro il tempo sembra pesare molto meno su questo fallimento. Classe 1977, in caso di successo, infatti, per soli tre giorni, con i suoi trentaquattro anni e mezzo, Basso sarebbe stato il vincitore più anziano della corsa rosa. Gli insuccessi nelle due ultime campagne che il varesino ha preparato - Tour 2011 e appunto Giro 2012, dove si è entrambe le volte notato un cedimento nelle frazioni decisive dell’ultima settimana di corsa (Pinerolo, Alpe d’Huez al Tour e Pampeago e Stelvio al Giro) - possono dunque essere considerati segno di un affaticamento fisico, di un corpo che forse non è più in grado di reggere le tre settimane ad alto livello?
La risposta, secondo Basso è negativa. Se alcuni potevano già iniziare a pensare ad un ritiro dall’attività del corridore varesino, infatti, dal palcoscenico del Processo alla Tappa, il diretto interessato non ci sta a pensarsi in età da bici al chiodo: “Non credo che sia stato il mio ultimo Giro d'Italia da protagonista, bisogna guardare anche i meriti degli altri e non solo i propri demeriti. Il mio funerale lo celebreremo tra un po’, non oggi".
Basso ha dunque preferito sottolineare i meriti dei suoi avversari, ponendo l'accento sulla vittoria dei suoi avversari e non sulla sua sconfitta e facendo perciò i complimenti ad Hesjeda,l colui che il Giro l’ha vinto: "So cosa significa stare su quel podio e indossare la maglia rosa a Milano. E lui è sul podio meritatamente". Infine, malgrado la delusione, il due volte vincitore del Giro ha voluto chiarire i prossimi suoi impegni, ribadendo la propria intenzione di correre il Tour de France in appoggio al compagno Vincenzo Nibali, il quale in Francia punterà al podio finale.
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