Thomas De Gendt: Indubbiamente aiutato dall'attendismo dietro, il belga compie comunque l'impresa di questo Giro d'Italia 2012. Scatta in un tratta durissimo, per scalatori puri, guadagna in discesa, in pianura e poi in salita concedend qualcosa solo negli ultimi chilometri. Rischia a lungo di ribaltare clamorosamente la Corsa Rosa e domani potrebbe finire l'opera.
Ivan Basso: Doveva essere la sua tappa e invece è quella dove perde di più dai suoi rivali. Già sul Mortirolo sembra meno brillante ma tiene bene, salendo del suo passo. La débâcle arriva però sullo Stelvio, dove sin dall'inizio si mostra timoroso, perdendo poi le ruote dei migliori alla prima accelerazione. Chiuderà il Giro tra i primi cinque, ma che delusione per lui...
Ryder Hesjedal: Anche oggi tutti parlano di staccarlo, ma poi in fin dei conti a fare l'andatura è lui, con i suoi compagni. Gli lasciano tutta la responsabilità dell'inseguimento come se la Rosa la indossasse lui, ma il canadese non rifugge, si assume le sue responsabilità e, pur allo stremo delle forze, allunga nel finale, guadagnando quel che può. Domani dovrà lottare, ma almeno lui lo fa.
Domenico Pozzovivo: I suoi compagni sono i responsabili del grande ritmo nella prima metà di gara, che spezza i sogni dei fuggitivi. Tutti a quel punto si aspettano il piccolo scalatore lucano all'attacco, invece il suo tentativo non incide ed oggi per lui è la peggior giornata dall'inizio di questo Giro visto che chiude 11°, a più di tre minuti da Rodriguez. E domani perderà ancora.
Damiano Cunego: Non vince, non convince probabilmente nemmeno del tutto, ma anche oggi il veronese ha il merito di provarci fino in fondo. Rientra in classifica, utile più per i punti UCI che per un reale valore nel palmares probabilmente, ma il veronese conferma che a questo Giro non era venuto per fare la comparsa. Sterile la polemica sull'aspettare Scarponi, in cui comunque non ha responsabilità.
John Gadret: Se nelle ultime giornate stava racimolando posizioni, quest'oggi il francese delude, trovandosi costretto ad una corsa passiva. Perde probabilmente l'occasione di inserirsi nell'azione di Cunego e De Gendt e poi subisce nel tratto successivo, perdendo posizioni nela generale. Anche oggi è il primo dopo i big sul traguardo ma non è mai sembrato al livello di quello dello scorso anno.
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