“E’ un sogno che si avvera davvero, vedevo la conquista di una tappa al Giro d’Italia come una impresa impossibile, però ce l’ho fatta e son contentissimo per me e per i miei tifosi". Così Domenico Pozzovivo ha esordito nella conferenza stampa del dopo tappa a Lago Laceno, dove si è conlusa la ottava tappa del Giro d'Italia 2012, da lui conquistata con una splendida azione nel finale. Il piccolo, grande Pozzovivo, 1 metro e 50 appena ma con un coraggio e una voglia di vincere che non ha eguali, ha coronato il suo sogno vincendo la sua prima tappa alla Corsa Rosa, promettendosi come uno degli uomini forti nelle salite di questa edizione.
“Avevo preventivato di partire nel tratto più duro della salita finale, ho fatto cinquecento metri in apnea, poi sono andato del mio passo – ha spiegato in sala stampa – temevo che il gruppo si organizzasse nel tratto finale in pianura e mi venisse a riprendere, ma sul computerino vedevo che andavo a quasi 50 km/h ed allora mi sono fatto coraggio e mi sono detto non mi riprendono più e
fortunatamente è andata così”.
Domenico Pozzovivo si conferma dunque come outsider di lusso di questo Giro 2012: “La vittoria del Giro del Trentino mi ha dato morale e fiducia. Ancora non so se sarò in grado di fare classifica ma posso dire che nell’ultima settimana ci sono 3-4 tappe in salita adatte a me e là vedremo se sarò in grado di stare con i migliore e puntare a qualcosa di importante”.
Oltre che un campione nel ciclismo, il lucano è anche un ragazzo, con una laurea in Economia in tasca, ma anche un discreto musicista, suona il piano, ed un esperto di metereologia, oltre che un testimonial dello sport nelle scuole. A Novemnbre era stato a Trebisacce all’ITGC “Filangieri” per presentare il libro sul Giro d’Italia 2011 “Inseguendo un sogno rosa”. Ma come riesce a coniugare tutte queste cose? “Non sto mai fermo un attimo – ha spiegato – questo è il mio segreto, in ogni cosa occorre mettere solo tanta voglia e poi si riesce in tutto, l’importante è non mollare mai”.
Intanto fuori la sala stampa centinaia di tifosi acclamavano il piccolo campioncino lucano. Il Giro è questo, il Giro è la favola di chi all’improvviso si trasforma in eroe.
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