Alla vigilia del Giro d'Italia, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Tomasz Marczynski. Corridore modesto ma ambizioso, il duplice campione nazionale polacco, da quest'anno in forza alla Vacansoleil - DCM, si è già mostrato qualche volta in questo suo inizio di stagione, nel quale ha mostrato le sue qualità, preparandosi proprio alla Corsa Rosa, alla quale dimostra di tenere particolarmente. Alla sua prima grande esperienza in un grande giro, Tomasz non conosce con esattezza i suoi limiti, ma è consapevole di essersi preparato bene e vuole ben figurare, approfittando anche dell'assenza di un leader designato in squadra.
Prima di tutto, come stai? In che condizioni arrivi a questo Giro?
Mi sento bene fin dall’inizio dell’anno, la condizione è in crescita costante e ho curato bene tutta la preparazione, per questo parto sereno e motivato...
E' il tuo primo grande giro in carriera, con che emozioni sarai alla partenza di Herning?
Per me è gia un grande traguardo essere qua e sono veramente strafelice di poter partecipare ad una delle più importanti corse a tappe del mondo. Per me si realizza un sogno.
Tomasz Marczynski sarà soddisfatto del suo Giro se...
...se riuscirà a fare bene i suoi compiti di squadra... e se sarà visibile durante qualche fuga, qualche attacco...
Quale è invece l'obiettivo massimo? Quello che si tiene lì, nell'angolino della mente...
L’obiettivo massimo è sempre quello di vincere... Potrei entrare in qualche fuga buona nella seconda settimana, e – chissà – puntare ad una tappa o indossare la maglia di qualche classifica... Sarebbe un sogno!
Quale sarà il tuo ruolo in squadra?
Non partiamo con un leader per il quale dobbiamo lavorare fin dall’inizio... Allora dovrei essere abbastanza libero e avere il mio spazio...
Ci sono delle tappe che hai cerchiato col famoso pennarello rosso e nelle quali speri di metterti maggiormente in evidenza?
Certo, qualcuna l'ho già segnata... Per ora però non dico niente, vedremo come si metteranno le cose durante la corsa (sorride).
Quale è invece quella che temi maggiormente?
Le ultime tre di montagna (la 17, la 19 e la 20) fanno veramente paura...
Quale pensi sia la cosa più importante nel prepararti ad una corsa così importante come il Giro?
Secondo me per preparare una corsa così lunga e dura va sicuramente curato molto bene il fondo e la preparazione fisica. Ma anche e sopratutto la testa, l’aspetto psicologico sarà fondamentale durante tutto il Giro...
Cosa ti spaventa di più nell'affrontare il Giro?
Non ho paura, sono qua e non ho niente da perdere, solo tutto da guadagnare (sorride).
In conclusione, chi è il tuo favorito alla vittoria finale?
Credo che Scarponi se la potrà giocare, quest’anno è il suo grande obiettivo.
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